La consapevolezza non è un’idea. È un’esperienza.

Quando si parla di mindfulness o di pratica di consapevolezza, come accade spesso anche per la naturopatia, non sempre è chiaro di cosa si tratti davvero. Ognuno costruisce una propria immagine: c’è chi immagina qualcosa di esotico, chi pensa a lunghe meditazioni o a posizioni complicate, chi la associa a uno stile di vita lontano dalla quotidianità o a qualcosa che richiede molto tempo, quasi fosse riservata a pochi.

Vi svelerò un segreto: la pratica di consapevolezza, come anche la naturopatia, non vive fuori dalla realtà o in un mondo magico, ma anzi, la sua bellezza e la sua forza sta proprio nell’essere quotidiana, pratica, genuina, attimo per attimo.

Costituisce un apprendimento, nel tempo, alla presenza, all’ascolto di se stessi, del proprio corpo, dei propri pensieri, delle proprie emozioni. Mostra un modo diverso di osservare il mondo e se stessi. Mostra una velocità diversa, o forse sarebbe meglio dire, una lentezza diversa. Accompagna a fare di meno e a riempirlo di significato, più che a fare di più e svuotarsi di energia.

A volte può capitare di pensare: “Sì, queste cose le conosco già.” Ma la pratica di consapevolezza non si esaurisce in un libro letto, in un video visto o in un corso seguito. È un’esperienza che richiede tempo, quotidiana, lenta, rieducante, veritiera, e anche scomoda, a volte.

È guardarsi, è scoprirsi, è mantenere lo sguardo di un bambino che vede il mare per la prima volta, tutte le volte che vediamo il mare. È imparare a riconoscere le nostre onde emotive, attraversarle e accoglierle, è vedersi e con tutta l’amorevolezza di una madre, accogliersi così come siamo. È camminare ogni giorno al proprio fianco, senza giudizio. È un allenamento e una palestra. Ed è mille altre esperienze ancora.

Come si può pensare di raccogliere tutto ciò in una visione immaginaria e “magica”? Vi posso assicurare che non è così semplice. Sperimentare è la chiave. Condividere, accompagnati, lo strumento. Riconoscersi nelle esperienze di altri, osservarsi riflessi in spazi di silenzio, in movimenti semplici, in attimi di vita vissuta… questa, forse, la strada da calpestare.

Ci sono giornate in cui la mente corre, le preoccupazioni sembrano sommarsi una sull’altra e tutto appare troppo. In quei momenti la pratica non cancella ciò che stiamo vivendo. Ma ci aiuta a riconoscere ciò che sta accadendo dentro di noi, un passo alla volta. E solo allora diventa possibile prendere le decisioni che davvero sentiamo necessarie.

La pratica non si comprende leggendone una definizione.

Si comprende iniziando a viverla.

A piccoli passi.

Con continuità.

Perché è solo attraverso l’esperienza che ciò che abbiamo compreso con la mente può diventare parte della nostra vita.

A settembre riprenderanno i piccoli gruppi di avvio alla pratica della mindfulness che propongo, pensati proprio per chi desidera iniziare questo percorso con semplicità, gradualità e uno spazio di condivisione.

Se senti che questo articolo ha risuonato con qualcosa dentro di te, sarò felice di accoglierti.

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