Mangiare è un gesto quotidiano, apparentemente semplice e automatico. Eppure, alzi la mano chi non ha mai provato una sensazione di pesantezza, gonfiore, stanchezza dopo i pasti o difficoltà digestive? Sensazioni che, nel nostro modo di vivere attuale, sembrano quasi diventate “normali”. Infatti quando si parla di alimentazione, l’attenzione si concentra quasi sempre su cosa mangiare: alimenti giusti o sbagliati, diete, quantità, calorie, schemi alimentari da seguire. Molto meno spazio viene dato invece al modo in cui mangiamo e a ciò che accade durante il pasto. La digestione non dipende soltanto dagli alimenti scelti, ma anche dal contesto in cui mangiamo, dal ritmo, dalla combinazione degli alimenti e dalla capacità del corpo di attivare uno stato di calma e presenza.
Se consumiamo i nostri pasti in fretta, magari davanti a uno schermo, mentre lavoriamo o già pensiamo a ciò che verrà dopo, come pensate che siano le condizioni della nostra digestione poi? Il corpo rimane in uno stato di attivazione continua, e anche la digestione può diventare di conseguenza più faticosa. Mangiare con tensione, fretta o distrazione può influire sulla percezione di pesantezza, sulla qualità digestiva e sul senso di sazietà. Alimentarsi consapevolmente non significa mangiare lentamente in modo perfetto o trasformare ogni pasto in un rituale complesso. Significa piuttosto recuperare una minima presenza durante il momento del pasto: osservare, assaporare, riconoscere quando si ha fame e quando invece si mangia automaticamente.
Ma c’è di più… Anche gli abbinamenti alimentari possono fare la differenza! Ogni persona ha caratteristiche e sensibilità diverse, ma in molti casi alcuni abbinamenti alimentari risultano più semplici da digerire rispetto ad altri. Non si tratta di creare regole rigide o schemi assoluti, ma di imparare ad osservare come reagisce il proprio corpo. Per esempio: alcune combinazioni alimentari possono risultare più adatte in determinati momenti della giornata o periodi dell’anno (come non pensare a un bel piatto di verdure fresche in esate?!); pasti molto ricchi e complessi possono richiedere una digestione più lunga e pesante (come vi sentite dopo “il pranzo della domenica”?!); mangiare troppo velocemente può aumentare gonfiore e tensione addominale. Proviamo ad apportare piccoli cambiamenti nella quotidianità che sono di certo più utili e sostenibili rispetto a continue restrizioni.
Oggi abbiamo accesso a moltissime informazioni sull’alimentazione, ma non sempre questo porta ad una maggiore consapevolezza. A volte, al contrario, genera confusione, controllo eccessivo o senso di colpa. Conoscere ciò che mangiamo non significa soltanto sapere quali nutrienti contiene un alimento, ma anche osservare: come ci sentiamo dopo i pasti, quali abitudini ci fanno stare meglio, quanto siamo presenti mentre mangiamo, come varia la digestione nei diversi momenti della vita. Il corpo comunica continuamente, ma spesso siamo poco abituati ad ascoltarlo.
Prendersi cura dell’alimentazione non dovrebbe trasformarsi in una fonte di stress aggiuntivo. E allora cosa possiamo fare? Un approccio più consapevole può partire da aspetti semplici: creare un momento più tranquillo durante i pasti, mangiare con meno distrazioni (che ne dite di lasciare il telefono lontano dal tavolo?), osservare come reagisce il corpo a seconda delle situazioni o degli abbinamenti alimentari, semplificare i pasti quando possibile, dare valore alla continuità della scelta alimentare più che alla perfezione. A volte è proprio questa maggiore attenzione quotidiana a portare una sensazione di leggerezza e benessere più stabile nel tempo.
L’alimentazione non riguarda soltanto ciò che introduciamo nel corpo, ma anche il modo in cui ci relazioniamo al cibo, ai ritmi quotidiani e ai segnali dell’organismo. Recuperare una maggiore consapevolezza durante i pasti può essere un primo passo semplice ma concreto per sostenere la digestione e il benessere generale, senza rigidità e senza bisogno di seguire regole estreme. Provare per credere!


Lascia un commento