In questo momento dell’anno l’autunno inizia a stemperarsi nell’inverno, ed è affascinante cogliere dalla natura le sue silenziose e preziose lezioni. Avete mai notato quei semi a forma di elica che danzano nell’aria descrivendo delle lenti spirali? Sono le samare, i semi dell’acero che maturano proprio in questo periodo. Avete capito bene, dei semi che maturano in vista dell’inverno e vanno a posarsi a terra proprio ora, in attesa di uno sviluppo che avverrà con la primavera. Questo movimento della natura ci ricorda che ogni passaggio di stagione rappresenta un passaggio interiore e che l’inverno non è un periodo di immobilità, ma di semina per lasciare che i nostri potenziali maturino dentro di noi, andando a germogliare più avanti.
Secondo la visione naturopatica, l’inverno è la stagione delle scelte lente, radicate, nutrienti. Ed è proprio da queste scelte che dipende la qualità della nostra futura fioritura. Che cosa possiamo scegliere quindi in questo momento di passaggio?
In primis è fondamentale spostare l’attenzione sulla nostra alimentazione invernale. Certo, lo so, ci sono le feste di mezzo, ma credetemi, qualcosa lo possiamo fare lo stesso, portando solo una piccola intenzione in più, quando ci alimentiamo. In inverno, il corpo chiede calore e profondità e attraverso gli adeguati abbinamenti alimentari possiamo accompagnare questo processo facendo lavorare il sistema digestivo con armonia, senza caricarlo inutilmente. Quindi anche nel menù delle feste possiamo provare ad apportare qualche piccola modifica, abbinando i cibi nel miglior modo possibile e concedendoci dei giorni di maggior lentezza e leggerezza sia prima che dopo i grandi pranzi o le grandi cene.
Come possiamo abbinare i cibi quindi? Alcuni esempi possono essere questi:
- Proteine + ortaggi cotti
L’abbinamento tra proteine e verdure non amidacee (quindi no patate o zucca per esempio) facilita il lavoro digestivo e sostiene il metabolismo in questi mesi freddi. - Cereali integrali + legumi
Un’accoppiata sinergica che fornisce energia stabile e completa, senza sovraccaricare inutilmente il sistema digestivo. Perfetta nelle zuppe invernali per esempio. - Radici + spezie calde (zenzero, cannella, curcuma, chiodi di garofano, anice)
Le radici, simbolo della stagione fredda, portano con sé il sapore della terra. Le spezie ne risvegliano la vitalità, portando calore e sapore. - Frutta invernale + frutta secca
Per evitare picchi glicemici (la frutta secca è composta da calorie a lento rilascio), per nutrirci di vitamina C (in tutti i fantastici agrumi presenti ora), di cui il nostro corpo ha molto bisogno ora, e per mantenere un buon equilibrio energetico.
Restiamo quindi centrati nelle nostre scelte.. perché dovremmo decidere di appesantirci quando possiamo scegliere di non farlo? Restare nel convivio è possibile, senza togliere la bellezza di quel momento! Mangiamo quantitativi minori, scegliamo degli abbinamenti corretti e procediamo con lentezza e consapevolezza.
La stagione fredda è quindi il tempo del raccoglimento. La natura, sotto la superficie, prepara, custodisce, metabolizza. Così possiamo fare anche noi, preparandoci a scegliere la lentezza, la metabolizzazione, il tempo per l’equilibrio interiore. Possiamo così concederci alcuni piccoli rituali per tornare nel qui ed ora e lasciare andare ciò che abbiamo raccolto e che ora non serve più.
- Un bel bagno caldo serale per esempio, con oli essenziali di pino mugo, lavanda, ginepro o arancio dolce, per sciogliere le tensioni e favorire un sonno ristoratore.
- Una camminata consapevole
Anche solo 10 minuti al giorno per percepire i piedi che toccano la terra: stabilizza la mente e il sistema nervoso. - Una tisana del riposo
Tiglio, melissa, passiflora o camomilla per riequilibrare l’energia e alleggerire la mente. - L’ordine gentile degli spazi
In inverno il luogo in cui viviamo influisce molto sul nostro stato emotivo: ogni oggetto rimesso al suo posto è un piccolo seme di chiarezza mentale.
E come le samare dell’acero, anche noi siamo portatori di semi: idee, desideri, intuizioni, progetti che ancora non hanno forma ma che chiedono attenzione. L’inverno non è la stagione dell’agire: è la stagione del preparare. Allora proviamo a preparare il terreno per un germoglio futuro, portando magari …
- Un’intenzione: dove vorrei indirizzare le mie energie quando la luce tornerà ad allungarsi? Mi va tutto bene così com’è ora?
- Una pratica:
Anche 5 minuti quotidiani di respirazione profonda possono crere radici nuove. Provare per credere! - Una visione concreta:
Annotare un progetto da avviare: un corso, un viaggio, un’attività, un percorso, un cambiamento. - Una cura
Se c’è ancora qualcosa che ci disturba e non ci fa stare bene, prendiamoci finalmente cura di noi, anche con il giusto accompagnamento.
Proprio come il seme che in pieno inverno appare immobile, anche noi maturiamo nel silenzio gli aspetti più fertili del nostro essere.
L’inverno non chiede di correre, ma di restare. È una stagione-maestra, che insegna il valore dell’attesa, della profondità, dell’ascolto.
Le scelte che facciamo ora — alimentari, emozionali, energetiche — diventano humus per la nostra crescita futura. Sono i semi che, come quelli dell’acero, hanno bisogno di tempo, di quiete, di buio per poi poter volare alto quando verrà la primavera.
In questo tempo lento, scegliamo con cura ciò che nutrirà il nostro futuro.


Lascia un commento